Popolo vegano in crescita: i dati parlano chiaro

Popolo vegano in crescita: i dati parlano chiaro

Nei dati raccolti dall’Eurispes emerge quanto, nella popolazione italiana, il numero dei vegetariani e dei vegani sia estremamente cresciuto rispetto al passato. Un aumento confermato dalla moltitudine di prodotti messi in commercio da grandi aziende come Granarolo e dalle innumerevoli nuove aperture di supermercati e ristoranti

In questi ultimi anni sono sempre di più coloro che decidono di dire addio alla carne e a tutti i prodotti di origine animale. In Italia, più di quattro milioni di persone hanno deciso di seguire un’alimentazione Vegana o Vegetariana abbandonando completamente il consumo di carne, pesce e, molto spesso, di qualsiasi alimento di derivazione animale. Nel Rapporto del 2014, l’Eurispes (Istituto di ricerca degli italiani) ha calcolato che la somma complessiva dei vegetariani e dei vegani  è pari al 7,1% della popolazione italiana, un fenomeno tutt’altro che passeggero anzi, ad oggi chiunque, semplicemente recandosi al supermercato, può rendersi conto di quanto l’offerta, a disposizione per il “cliente vegano”, sia estremamente cresciuta: interi scaffali e reparti rispondono a questa nuova tendenza. Moltissime sono le aziende che, sulla scia del momento, hanno creato  prodotti a base vegetale.

Per la storica ‘Valsoia’ nascono moltissimi competitors come: Alpro, Sojasun, Provamel, Naturattiva, Benesì Coop, Isola bio e tantissimi altri. Addirittura la Granarolo, azienda romagnola che opera nel settore del latte fresco e lattiero-caseario dal 1957, ha creato una linea di prodotti 100% vegetale. Inoltre, fino a qualche anno fa, per una persona che aveva intrapreso questa scelta era estremamente difficile mangiare fuori casa, eppure ora, nelle città italiane, ristoranti vegan o vegan friendly sembrano spuntare ovunque.

Insomma quello vegano è un mercato in forte espansione e ciò, non fa altro che confermare quanto la domanda sia cresciuta rispetto al passato. Tuttavia nella mente di molti, tradizionalisti e un po’ scettici nei confronti di queste nuove abitudini alimentari, sorge spesso un interrogativo: è soltanto una moda?
Cercheremo di rispondere a questa domanda nei prossimi articoli.

Fabiola Di Sotto

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